Cucina Italiana UNESCO: Riconoscimento per l’agricoltura italiana di alta qualità.
Gerardo Diana (Presidente Consorzio):
““Un traguardo che premia il lavoro quotidiano di migliaia di agricoltori che
tutelano il territorio rurale; la Sicilia è anche Regione Europea della Gastronomia, prima in Italia”
“Accogliamo con grande entusiasmo la notizia che la Cucina Italiana è finalmente riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. È un risultato storico che rende giustizia a generazioni di agricoltori che, ogni giorno contribuiscono al mantenimento della ruralità e quindi dei più grandi paesaggi italiani, oltre che alla
conservazione e crescita di economie locali fondamentali anche per portare il nome dell’Italia nel mondo”.
È il pensiero di Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, alla notizia del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Unesco.
“La Cucina Italiana si basa su materie prime eccellenti che sono legate indissolubilmente alla terra, alle stagioni e alla cultura dei nostri territori. Penso in particolare alla Sicilia, non a caso nominata Regione Europea della Gastronomia per il 2025 (prima regione italiana a ottenere questo riconoscimento), che oggi si afferma al centro della scena internazionale proprio grazie alla sua identità agricola e gastronomica, all’innovazione in agricoltura e a un impegno concreto per la sostenibilità. L’Arancia Rossa di Sicilia IGP è un esempio straordinario di come la biodiversità, la sapienza degli agricoltori e la loro passione possano diventare un simbolo di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo”, prosegue il presidente del Consorzio Diana.
«Il riconoscimento UNESCO rappresenta una straordinaria occasione per tutto il comparto agroalimentare italiano e siciliano in particolare – continua Gerardo Diana – siamo convinti che ora più che mai sia il momento di investire nelle nostre radici, di innovare senza dimenticare la tradizione e di raccontare al mondo che la cucina italiana è, prima di tutto, cultura, identità e orgoglio nazionale e per questo dobbiamo ringraziare il Ministro dell’agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per aver allineato tutte le realtà e anche il lavoro di Origin Italia che in questi anni è andato nella direzione di raccontare le eccellenze agroalimentari all’unisono e che proprio la scorsa settimana insieme a Fondazione Qualivita, a Siena, ha consegnato al Commissario Europeo all’agricoltura, Christophe Hansen, un Memorandum di otto punti da inserire nell’Action Plan”.
Nel 2025 l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata IGP è infatti cresciuta dell’8,4%, e arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023). Il Consorzio, che ha chiuso l’esercizio 2024 positivamente, rappresenta più di 500 aziende agricole, oltre cento altre aziende autorizzate all’utilizzo del marchio d’origine. Ottanta i centri di confezionamento dislocati nel territorio della Indicazione Geografica e oltre 300 le etichette autorizzate. Un territorio che comprende 32 comuni dislocati nella provincia di Catania, Siracusa ed Enna.
È il pensiero di Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, alla notizia del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Unesco.
“La Cucina Italiana si basa su materie prime eccellenti che sono legate indissolubilmente alla terra, alle stagioni e alla cultura dei nostri territori. Penso in particolare alla Sicilia, non a caso nominata Regione Europea della Gastronomia per il 2025 (prima regione italiana a ottenere questo riconoscimento), che oggi si afferma al centro della scena internazionale proprio grazie alla sua identità agricola e gastronomica, all’innovazione in agricoltura e a un impegno concreto per la sostenibilità. L’Arancia Rossa di Sicilia IGP è un esempio straordinario di come la biodiversità, la sapienza degli agricoltori e la loro passione possano diventare un simbolo di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo”, prosegue il presidente del Consorzio Diana.
«Il riconoscimento UNESCO rappresenta una straordinaria occasione per tutto il comparto agroalimentare italiano e siciliano in particolare – continua Gerardo Diana – siamo convinti che ora più che mai sia il momento di investire nelle nostre radici, di innovare senza dimenticare la tradizione e di raccontare al mondo che la cucina italiana è, prima di tutto, cultura, identità e orgoglio nazionale e per questo dobbiamo ringraziare il Ministro dell’agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per aver allineato tutte le realtà e anche il lavoro di Origin Italia che in questi anni è andato nella direzione di raccontare le eccellenze agroalimentari all’unisono e che proprio la scorsa settimana insieme a Fondazione Qualivita, a Siena, ha consegnato al Commissario Europeo all’agricoltura, Christophe Hansen, un Memorandum di otto punti da inserire nell’Action Plan”.
Nel 2025 l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata IGP è infatti cresciuta dell’8,4%, e arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023). Il Consorzio, che ha chiuso l’esercizio 2024 positivamente, rappresenta più di 500 aziende agricole, oltre cento altre aziende autorizzate all’utilizzo del marchio d’origine. Ottanta i centri di confezionamento dislocati nel territorio della Indicazione Geografica e oltre 300 le etichette autorizzate. Un territorio che comprende 32 comuni dislocati nella provincia di Catania, Siracusa ed Enna.
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