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ENERGIA DAGLI AGRUMI: UN’OPPORTUNITA’ PER L’INTERA FILIERA - Un progetto innovativo per il riciclo in chiave energetica del “pastazzo”, lo scarto umido della trasformazione degli agrumi

Gli scarti diventano risorsa. Se nel resto d’Italia è già realtà, in Sicilia siamo ancora alla fase della sperimentazione ed è un gran risultato, grazie all’impegno del Distretto degli agrumi di Sicilia, dell’Università di Catania, della cooperativa Empedocle e del finanziamento non condizionato di The Coca Cola Foundation. L’impianto pilota per la conversione degli scarti degli agrumi in energia pulita è stato presentato oggi a Catania, realizzato grazie al progetto “Energia dagli Agrumi: un’opportunità per l’intera filiera”, promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia che ha visto la collaborazione del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania e della Cooperativa Empedocle con il sostegno della multinazionale americana produttrice della famosa bibita. Secondo Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia questo è un progetto che ha molteplici risvolti positivi. “ Il primo è quello di aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa. Secondo: ha favorito il dialogo tra pubblico, (l’Università) ed il privato, (le aziende della filiera). Terzo: questo progetto ha dato valore all’innovazione di sistema proposta dal Distretto degli Agrumi e sostenuta con passione da The Coca Cola Foundation: una vera carica di energia positiva necessaria al cambio di rotta di tutto il comparto”. Gli obiettivi dell’impianto pilota, composto da cinque serbatoi in acciaio, sono quelli di testare come le varie miscele di biomasse, a partire dal pastazzo ma non solo, riescano a produrre biogas tramite digestione anaerobica. Il prototipo tritura la biomassa grezza che divenuta liquida viene pompata ai serbatoi, un set di sensori analizza i parametri di produzione di vari gas. Il gas prodotto dalla digestione viene convogliato dentro un “gasometro” che alimenta un cogeneratore di dimensioni e potenza ridotta. Biagio pecorino, professore di economia ed Estimo Rurale ha illustrato il ruolo fondamentale dell’Università all’interno del progetto e i vantaggi sociali, economici ed ambientali per aziende e territorio. “Il progetto – ha spiegato Pecorino- consente di sviluppare i principi della bioeconomia nella filiera agrumicola siciliana; gli sforzi del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione ed Ambiente sono indirizzati a valorizzare le produzioni destinate all’alimentazione umana ma anche a offrire i supporti alla filiera per contenere le esternalità negative dei processi di trasformazione. In particolare, sulla filiera agrumicola la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti mediante la digestione anaerobica attiva un percorso virtuoso trasformando il pastazzo in risorsa utile per produrre energia elettrica, termica, chimica (biometano) e nutrienti per il terreno”.